lunedì, 30 giugno 2008

normal_troisiTra poche ore inizierà la tredicesima edizione del Premio Massimo Troisi. Stamattina, una sorta di "prefazione" con una mostra abbastanza particolare, che non saprei spiegare in due parole... Bisogna vederla, è all'interno della biblioteca di villa Bruno! Mi manca già la mostra di Alfredo Cozzolino con i cimeli di Massimo: spero che l'anno prossima possa tornare a San Giorgio a Cremano. E' assurdo che i fondali della Smorfia e l'abito del Minollo, patrimonio morale dei sangiorgesi come la memoria di Troisi, non siano più fruibili da parte del pubblico... Stasera si comincia già a ridere, comunque: ci sarà il grandissimo Paolo Caiazzo. Il suo spettacolo l'ho già visto, ma lo rivedrò con piacere. Finalmente un sangiorgese al centro dell'attenzione nel Premio Troisi! Domenica gli sarà consegnato il Cremanum d'Argento e mi auguro proprio che non succeda come l'anno scorso, quando il riconoscimento venne dato ad Eduardo Tartaglia: Massimo Giletti, che aveva fretta, lo fece salire sul palco, gli chiese come si chiamava e gli fece dare il premio per poi congedarlo. Durata della premiazione: quindici secondi. Una vergogna, dettata dall'arroganza del conduttore e dai tempi tecnici della produzione Rai. Per questo plaudo alla scelta dell'Amministrazione Comunale, ed in primisi del sindaco Giorgiano di restituire il Premio alla città e di mandare la kermesse in onda su TeleCapri. Il mio amico Saverio Russo farà un lavoro con i fiocchi, non c'è alcun dubbio.  

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domenica, 29 giugno 2008
foto-nicolaisLuigi Nicolais è il nuovo segretario del Partito Democratico per la provincia di Napoli. Ha prevalso per una manciata di voti su un altro degnissimo candidato, Andrea Cozzolino, grazie soprattutto al passaggio dalla sua parte della corrente che fa capo a Pasquale Sommese e Bruno Cesario. Considero Nicolais un'ottima persona ed un politico con un alto senso delle Istituzioni. Mi fa piacere ricordare che il suo ultimo convegno da ministro è stato a Portici, organizzato da me a villa Savonarola, sul tema del turismo sociale. Ed ora che farà Nicolais? Do per certo che la battaglia per conquistare la Regione è svanita a vantaggio di Vincenzo De Luca, che ha stretto un patto di ferro con il suo ex arcinemico Antonio Bassolino. Credo che sarebbe un ottimo Sindaco di Napoli. E' un obiettivo alla sua portata. E sarebbe la persona giusta per risollevare una città che la Jervolino, mi duole dirlo, non è riuscita ad amministrare in maniera adeguata.
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sabato, 28 giugno 2008

In politica mi definisco un cattolico democratico legato alla Dottrina Sociale della Chiesa ed attualmente, in mancanza di alternative valide, sono vicino al PD anche se senza troppa convinzione. In questi giorni a Napoli c'è un vero e proprio bailamme su chi dovrà essere eletto segretario provinciale. Se si leggono i nomi fatti sulla stampa una cosa salta subito all'occhio: tutti i candidati possibili sono ex diessini. E la vecchia componente della Margherita che fine ha fatto? Chiariampdlogo2oci: a me piacciono moltissimo i due contendenti principali, due politici di razza come Luigi Nicolais ed Andrea Cozzolino eppure sento che loro due non mi rappresenteranno mai pienamente. Possibile che questo PD ormai sia un DS n.2? Se non si invertirà la rotta ho paura che molti, troppi cattolici e moderati lasceranno la nave (in balia delle onde, a quel punto) per veleggiare verso altri lidi.

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giovedì, 26 giugno 2008
De-Gregori-thumbMartedì prossimo Francesco De Gregori sarà in concerto a San Giorgio a Cremano. E' uno dei miei cantanti preferiti: riuscirò ad incontrarlo e a farmi fotografare con lui sfruttando senza ritegno il mio ruolo di capo ufficio stampa del Comune? Vedremo... Intanto, la prossima settimana cercherò di darvi un resoconto quotidiano di quanto accadrà al Premio Massimo Troisi, ovviamente dal mio punto di vista.
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giovedì, 26 giugno 2008

Se mi chiedete chi è il mio giornalista preferito, vi chiederò a mia volta di chiarire se ci riferiamo alla tv o alla carta stampata. Per la "scatola magica" la mia risposta sarà semplice: Enrico Mentana. Per la carta stampata avrò varie opzioni ma alla fine sceglierò sempre e comunque Antonio Socci, che forse qualcuno di voi ricorda per la (deludente) conduzione di Excalibur su Rai2 e che altri conoscono per i suoi efficaci articoli su giornali come Libero o Il Foglio.  Voglio proporvi oggi proprio un articolo di Socci in cui si affrontano vari temi: la faciloneria di certi colleghi giornalisti, la voglia di tirare per la giacchetta il Papa da una parte o dall'altra seconda della propria utilità da parte di altri, la mistificazone delle notizie effettuata in maniera scientifica da altri ancora. E poi si parla di Berlusconi... e già questo è tutto un programma!!! Ma, alla fine, tutto torna al centro, dove si deve per forza posizionare l'ago della bilancia: la verità, anzi, stavolta la Verità. E' una lettura istruttiva. Lo è stato per me, spero lo sia pure per voi.

LA POLEMICA SU “BERLUSCONI E LA COMUNIONE” CI SVELA LA COSA PIU’ PREZIOSA PER NOI….

E’ buffo vedere i miei amici del Foglio d’accordo con l’Unità (perfino con Marco Travaglio) e con la Repubblica nel criticare l’esternazione di Berlusconi sulla comunione ai divorziati risposati. Tutti a fare i paladini dell’ortodossia dottrinale cattolica. Travaglio addirittura mescolando questa diatriba (sul divorzio e l’accesso ai sacramenti) con le polemiche delle stesse ore sulla Giustizia, così finendo per confondere peccati e reati (l’errore che in genere si rimprovera al fondamentalismo religioso).

C’è un aspetto comico in questo perché per una volta Berlusconi ha detto – morettianamente - “qualcosa di sinistra” (quante volte i progressisti hanno criticato la Chiesa che – a loro dire – escluderebbe i divorziati). Ma l’Unità, pur di non convenire col Cav, si mette a sbandierare le parole del Papa in prima pagina (ne sbandiera solo alcune però, estrapolandole e quindi stravolgendo il vero significato).

Poi, nella pagina dei commenti, lo stesso giorno l’Unità pubblica un editoriale dove, come al solito, si spara a zero su Benedetto XVI e lo si accusa di aver “accolto trionfalmente e da amico l’uomo, il grande nostro attuale presidente del Consiglio, la cui moralità indiscussa trionfa presso l’opinione pubblica di tutto il mondo”. Questa esecrazione moralistica dei pubblici peccatori da parte di gente che ritiene se stessa giusta, retta, onesta (e abilitata a giudicare i peccati altrui) ha un sapore molto familiare, perché è uno sport che tutti pratichiamo (io per primo), sui giornali e nella vita. Ma cosa vi ricorda l’uomo che sbandiera la propria rettitudine e giudica con disprezzo quel peccatore laggiù?

Facile! Ricorda la parabola del fariseo e del pubblicano raccontata da Gesù, il quale però concluse che fu il peccatore che si batteva il petto e stava a testa bassa a salvarsi, non l’ “uomo onesto” (che, si badi bene, era veramente una persona perbene, osservante della Legge, anche sinceramente impegnato).

Tutto questo ricorda anche le scandalizzate invettive di alcuni (non tutti) scribi e farisei contro Gesù reo di parlare con pubblicani e prostitute. Gesù, purissimo e buono, accetta anche l’invito a pranzo di pubblici peccatori, ha affetto per ciascuno di loro, e – con somma indignazione dei benpensanti – lascia che una povera donna di pessima fama gli baci i piedi bagnandoli con le sue lacrime di dolore. Erano in tanti a scandalizzarsi di questa libertà di Gesù dalle loro regole. Eppure a questi tali, a questa gente perbene, onesta e osservante della Legge, Gesù non risponde giustificandosi o arrampicandosi sui vetri, ma con un colpo da ko: “i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio” (Mt. 21,31). Doveva essere come un pugno nello stomaco (lo è pure per noi). E quando, secondo la Legge, pretendono di lapidare l’adultera e di avere il suo consenso, dice loro: “chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Silenzio generale, imbarazzo e poi, uno ad uno, se ne vanno. Un giorno fissando negli occhi questa gente perbene (che giudicava gli altri e li disprezzava come peccatori) scandisce queste parole: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità… Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?” (Mt. 23).

Si resta sinceramente sconcertati davanti a queste parole di fuoco di Gesù che tuona contro la gente perbene ed è invece dolce con i peccatori (che, in fin dei conti, sono davvero gente discutibile, gente che, come minimo, se l’è spassata). Non è che Gesù voglia invitare a essere peccatori, ma a essere umili e a non giudicare gli altri.

Perché, diciamo la verità, per ciascuno di noi i disonesti, i profittatori, gli opportunisti e i puttanieri (o le puttane) sono sempre “gli altri”. E ognuno di noi istintivamente si mette nel novero delle persone che fanno il proprio dovere, le persone perbene. Ebbene, i santi fanno l’esatto opposto. Un giorno frate Masseo chiede a frate Francesco: “perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti, d'udirti, d'ubbidirti? Tu non sei un uomo bello nell’aspetto, tu non sei di grande scienza, tu non sei nobile; dunque perché a te tutto il mondo viene dietro?”. E Francesco: “Vuoi sapere perché a me tutto il mondo mi venga dietro? Questo io ho dagli occhi dell’Altissimo, che in ogni luogo contemplano i buoni e i rei: poiché quegli occhi santissimi non hanno veduto fra i peccatori nessuno più vile, nè più insufficiente, nè più grande peccatore di me; e perché per fare quell'operazione meravigliosa che egli intende fare, non ha trovato più vile creatura sopra la terra... cosicché si conosca che ogni virtù e ogni bene viene da lui e nessuna creatura si possa gloriare al suo cospetto”. Nel mondo alla rovescia che è il cristianesimo è meglio sentirsi nel novero dei peccatori. E mendicare grazia. Come diceva Péguy (un grande convertito che pure, per una sua situazione familiare complessa, non si avvicinava ai sacramenti): “le persone morali non si lasciano bagnare dalla grazia”. La morale le rende impermeabili. Al contrario di chi si riconosce miserabile: “Si spiega così il fatto che la grazia operi sui più grandi criminali e risollevi i più miserabili peccatori”. Anche quando Gesù è in croce, viene dileggiato da qualche osservante della Legge, e viene “riconosciuto” dal ladrone che doveva aver praticato addirittura la lotta armata. E Gesù lo salva. La grazia è arrivata al suo cuore, attraverso le ferite della sua vita, ma non al cuore di chi era corazzato con la sua superba moralità. E’ solo questo atteggiamento umile e mendicante che ci è chiesto.

Infatti il Papa, sull’accesso all’Eucaristia, non ha affatto detto “no tu no, che sei peccatore”, come qualcuno ha fatto credere. Ecco invece le sue splendide parole: “Quanti non possono ricevere la Comunione in ragione della loro situazione, trovano comunque nel desiderio della Comunione e nella partecipazione all'Eucaristia una forza e un'efficacia salvatrice”.

Padre Pio raccomandava questa “comunione spirituale” ricordata dal Papa e considerata dal Concilio di Trento uno dei modi di comunicarsi (la Santa Messa peraltro è una forza di trasformazione e di salvezza per tutti, non solo per chi si comunica sacramentalmente). Basta sentire la fame e la sete di Lui. Mi sembra che nelle parole di Berlusconi (che in effetti ha sbagliato tono, dando l’impressione di pretendere) trasparisse il dolore e il desiderio di cui parlava il Papa. E la risposta del Pontefice è stata positiva e paterna, per i tanti che si trovano in questa stessa condizione.

Questo episodio illumina il cuore del cristianesimo che il moralismo imperante ha quasi oscurato. Don Giussani lo spiegava così: “Cristo è amabile da noi esattamente così come siamo”.

Peccatori, incoerenti, poveracci: né il limite nostro, né quello altrui può impedirci di volergli bene. E’ solo questo che Gesù ci chiede. Lui farà il resto. Dopo che Pietro lo rinnegò tre volte e poi pianse, quando Gesù, risorto, torna fra i suoi, non si mette a chieder conto del tradimento o a rimproverarlo: “Non ha detto: non peccare, non tradire, non essere incoerente. Non ha toccato nulla di questo. Ha detto: Simone, mi ami tu?”. Solo questo conta, non la nostra coerenza, ma l’affezione a Lui. La commozione al ricordo di Lui che ci ama così come siamo. Don Giussani ci scioglieva il cuore quando spiegava: “Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice san Pietro piangendo. Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice la Maddalena, la Samaritana, l’assassino. Cristo è colui che si compiace di me, e perciò mi perdona. Mi ama e mi perdona”.

Antonio Socci

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martedì, 24 giugno 2008

Eccoli qua i paladini dei poveri e degli indifesi. Quelli che reclamano diritti per le donne. Quelli che pontificano, mentre contano i soldi nei loro lussuosi studi medici, sulla giustezza del lasciare o togliere la vita. Quelli che vogliono solo aiutare chi è in difficoltà e poi abusano del loro potere psicologico. Ci sono tante lezioni da trarre da questa triste storia, ognuno le valuterà da solo. Già tornare a riflettere su cosa è l'aborto oggi in Italia sarebbe una buona cosa.

Napoli, praticavano aborti illegali fermati tre medici e un'infermiera


Napoli, praticavano aborti illegali fermati tre medici e un'infermiera

NAPOLI - Tre medici e un'infermiera sono stati fermati a Napoli con l'accusa di aver praticato aborti clandestini. Sono ritenuti responsabili di aver violato la legge 194 e di aver messo in piedi un'associazione a delinquere per praticare interruzioni di gravidanza illegali, in ambiente non ospedaliero e anche oltre il limite imposto per legge della dodicesima settimana.

I carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito i provvedimenti di fermo emessi dalla Procura partenopea nei confronti dei ginecologi Achille Della Ragione, 61 anni, e Luigi Langella, 57 anni, in servizio nel reparto di ostetricia dell'ospedale San Paolo di Napoli, dell'anestesista Vincenzo Grillo, 68 anni, e della segretaria di Langella, Maria Cristina Pollio, 54 anni, che a volte svolgeva mansioni di infermiera. Langella è inoltre indagato per violenza sessuale. Avrebbe costretto una donna straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale ad avere un rapporto sessuale in cambio di uno sconto.

Le indagini - che sono scaturite da un'inchiesta del quotidiano Il Mattino e partite dopo la denuncia da parte di un medico napoletano di aborti fuorilegge praticati da alcuni colleghi - hanno svelato che i quattro utilizzavano lo studio privato di Langella per le interruzioni di gravidanza illegali. Per questo l'ospedale San Paolo, in cui il ginecologo è responsabile del servizio Ivg, risulta del tutto estraneo alle accuse. A smistare le pazienti a Langella era Della Ragione, già coinvolto in passato in indagini sull'aborto clandestino e ora, fanno sapere i pm, "non più in servizio per i suoi gravi trascorsi giudiziari". A lui gli inquirenti hanno attribuito il vero e proprio ruolo di procacciatore di clienti per il collega, grazie anche alla sua "pregressa fama di abortista".

Nel tariffario i prezzi variavano da 500 a 2.500, anche 3.000 euro, nei casi di particolare riservatezza. Le donne che si sottoponevano all'aborto entro il terzo mese erano ricoverate in day hospital, mentre quelle per cui il limite del terzo mese era superato venivano mandate all'estero, in cliniche inglesi o spagnole. Le interruzioni di gravidanza erano praticate senza accertamenti preventivi e senza garanzie sanitarie, anche in anestesia totale con un aumento del prezzo.

Da: www.repubblica.it

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categoria:giornalismo, aborto
sabato, 21 giugno 2008

Il sindaco di San Giorgio a Cremano Mimmo Giorgiano scrive a Bassolino e a Velardi: "E' una grave mancanza di attenzione ed uno schiaffo alle migliaia di cittadini e di turisti che hanno affollato le serate organizzate all'interno della rassegna artistica negli ultimi anni."

 

San Giorgio a Cremano, 21 giugno 2008La Regione Campania ha deciso di non finanziare l’edizione 2008 de “Il sorriso del Vulcano”, una delle principali manifestazioni culturali estive della provincia di Napoli. Mimmo Giorgiano, sindaco di San Giorgio a Cremano, città capofila della kermesse che negli ultimi anni ha coinvolto numerosi Comuni ricadenti nell’area Pit Pompei - Ercolano, ha scritto una dura lettera di protesta al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e all’assessore al Turismo Claudio Velardi. Ecco il testo integrale:

 Caro Presidente, 

                           con enorme stupore sono venuto a conoscenza del fatto che, nel corso della seduta della Giunta regionale del 16 maggio 2008 è stata approvata la deliberazione n.856, in cui sono stati erogati dei finanziamenti a valere sulla misura 2.1 – Promozione e valorizzazione del sistema dei Beni culturali e che tra i progetti finanziati non figura, inspiegabilmente, l’edizione 2008 “Il sorriso del Vulcano”, presentato dalla Città di San Giorgio a Cremano con la collaborazioni di numerosi altri Comuni del Vesuviano.

 La decisione della Giunta da te guidata mi stupisce particolarmente perché, d’altra parte, la Regione ha deciso di finanziare con diverse centinaia di migliaia di euro manifestazioni concentrate in una sola città, nate successivamente al “Sorriso del Vulcano” e che coinvolgeranno un numero di spettatori notevolmente più basso rispetto alla rassegna organizzata dalla Città di San Giorgio a Cremano.

 Questa grave mancanza di attenzione nei nostri confronti rappresenta uno schiaffo alle migliaia di cittadini e di turisti che hanno affollato le serate organizzate nella rassegna “Il sorriso del Vulcano” negli ultimi anni. Vale la pena ricordare che, nel corso delle sue quattro edizioni, la kermesse ha portato spettacoli di altissimo livello, cantanti e compagnie teatrali e musicali di grande spessore, a San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Massa di Somma, Ottaviano, Castellammare di Stabia, rivolgendosi ad una platea potenziale di centinaia di migliaia di nostri concittadini.

 La Regione ha deciso di non tenere nella minima considerazione la storia ed i programmi futuri del “Sorriso del Vulcano” nonostante il progetto fosse stato protocollato in tempo utile, con la consueta cura e dovizia di informazioni sul piano organizzativo, gestionale e finanziario e tale scelta pone seri dubbi sulla coerenza delle strategie messe in atto dalla Regione per il rilancio culturale del Vesuviano, dove ormai diminuiscono sempre di più le iniziative dal carattere popolare e leggero, che invece andrebbero incentivare.

 Mi auguro che la Regione Campania voglia al più presto correggere questo suo macroscopico errore, trovando una ulteriore linea di finanziamento per non far morire il “Sorriso del Vulcano”, che, più che una rassegna estiva, è un patrimonio culturale per l’intero territorio.

 Il sorriso del Vulcano, kermesse con spettacoli musicali e teatrali, ideata e diretta da Giulio Baffi, è stata ospitata, negli anni dai più belli edifici monumentali dell’area vesuviana:  Villa Bruno e Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano, Palazzo Valle, Villa Savonarola e palazzo reale a Portici, Villa Egea a Massa di Somma, Villa delle Ginestre a Torre del Greco, Villa Ruggiero, Villa Aprile, San Vito e Pugliano ad Ercolano, Villa Arianna a Castellammare di Stabia, nell’area del vecchio porto di Torre Annunziata, Villa Regina a Boscoreale ed infine nel Castello Mediceo di Ottaviano. Tra gli artisti che si sono alternati nei vari spettacoli ci sono nomi notissimi del mondo dello spettacolo come Antonello Venditti, Gianna Nannini, Michael Nyman, Alessandro Siani, Nello Mascia, Gianfranco e Massimiliano Gallo, Mariano Rigillo, Eugenio Bennato.

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venerdì, 20 giugno 2008

Il bacchettone

camera dei deputati

Dopo che ci siamo lasciati, ieri pomeriggio, sono successe diverse cose. La prima è che Fini, con un atto da noi contestato, ha annullato il voto in cui, 4 ore prima, la maggioranza era andata sotto, per un presunto vizio di forma. La seconda è che, 3 ore dopo, il Centrodestra è andato di nuovo sotto, sempre perché la Lega ha votato come l’opposizione. La terza è che, dalle 18 in poi, l’Aula è diventata incontrollabile: ogni intervento per esporre un emendamento, ogni richiesta di chiarimento sull’ordine dei lavori (e dire che non stavamo nemmeno facendo ostruzionismo!) veniva accompagnata da brusii e lamentele. Motivi politici? No, personali: i colleghi della maggioranza scalpitavano, volevano tornare a casa. Noi, invece, volevamo chiudere le votazioni sul decreto-rifiuti, così come era stato programmato dalla conferenza dei capigruppo. Non trovando un accordo, verso le 19.20 abbiamo votato se continuare o no: speravamo anche qui in un accordo con la Lega, ma evidentemente la fretta di prendere l’aereo per la Padania ha avuto la meglio e quindi i lavori sono stati aggiornati a martedì. A quel punto, mentre l’Aula si svuotava, ho chiesto la parola ed ho fatto il bacchettone, perché quando ci vuole ci vuole:

ANDREA SARUBBI. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, in realtà mi sarebbe piaciuto intervenire prima: non l’ho fatto per non turbare i ritmi dell’Aula. Ciò che mi è dispiaciuto, man mano che la discussione procedeva, era vedere i continui e crescenti segnali di insofferenza da parte del Centrodestra a ogni nostro intervento e richiesta… come se l’unica preoccupazione di noi parlamentari fosse quella di andare a casa! Siccome ciò che sta accadendo qui è registrato, è ripreso dalle telecamere ed è dunque visibile all’Italia, mi sento di dire – a nome mio, ma anche a nome di molti altri che sono qui in buona fede – che forse il Parlamento, questa sera, non ha dato la migliore immagine di sé… perché quando si guarda l’orologio alle sette e un quarto di un giovedì sera, penso alle tante persone che in tutto il resto d’Italia il giovedì sera, a quell’ora, stanno lavorando. Mi sento, quindi, di chiedere scusa al Paese per lo spettacolo indecente che abbiamo mostrato, a mio parere anche con l’ultima votazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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categoria:politica, parlamento, partito democratico, andrea sarubbi
martedì, 17 giugno 2008

Caro Tonino, ieri sera sarei dovuto venire alla riunione presso la tua cooperativa, ma mi scocciavo e sono tornato a casa. Più tardi, Gianvincenzo mi ha detto che tu avevi fatto una bella relazione, che avevi studiato ed io ho sorriso. Fossi venuto ieri sera, ti avrei visto per l'ultima volta. Non so se è stato un bene o no il fatto che io abbia preferito rimanere a casa. Ti ho visto una ventina di giorni fa. Hai scherzato, hai detto che stavi facendo la dieta. Io ti ho preso in giro: quando mai avrei potuto vederti magro? Impossibile. Poi stamattina mi hanno detto che te n'eri andato. Quando Fortuna mi ha telefonato, mi ha detto prima che avevi avuto un infarto. Stavo per chiederle come stavi, ma in una frazione di secondo avevo già capito. Fortuna, dopo qualche attimo di esitazione mi ha detto "è mancato", ed io non ho avuto parole. Avessi sentito, Tonino, come piangeva Giampaolo, che è un pò il più cinico tra noi.

Ti volevo bene Tonino, ti voglio bene. Non dimenticherò mai quando mi hai detto: "E' valsa la pensa fare il Forum in questi anni, ho potuto conoscere te." Quanto mi sono inorgoglito! Complimenti più belli ne ho ricevuti pochi nella vita. Eri buono. Generoso. Forte. Disiniteressato. Avresti potuto fare i soldi nella vita,hai preferito metterti al servizio esclusivio dei più deboli. Sei un esempio per me, lo sarai sempre.

Io non lo so se hai avuto il tempo di dire qualcosa, di fare qualcosa. Hai amato tanto gli altri, il Signore ti ricompenserà, forse ti ha già ricompensato, anche se tu proprio tanto non è che ci credessi. Non fa niente, il Signore ha creduto in te e ti ha regalato a noi. Negli ultimi tempi ce l'avevo un pò con te. Che scemo. Sono cose che capitano. Non ho mai smesso di volerti bene. Mi mancherai. Molto.

Il tuo amico Michele

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lunedì, 16 giugno 2008

Se mi chiedete qual è la mia trasmissione televisiva preferita non vi so rispondere: ce ne sono tante che mi piacciono. Se mi chiedete qual è la trasmissione che amo di meno la risposta è semplice: Lucignolo di Italia1. Il perchè è presto detto: si tratta di un programma che si sforza di rappresentare in maniera distorta l'universo giovanile, quasi che tutti i ragazzi fossero drogati, alcolizzati, dediti al gioco, al vizio, al sesso sfrenato ed assolutamente senza valori. L'altra parte della medaglia, quella non la fanno vedere mai. Invece c'è, eccome. Me lo ha fatto tornare in mente una e-mail di un vecchio compagno di classe che in vent'anni avrò visto sì e no dieci volte nelle strade della mia città, ma che eppure ha avuto il piacere di scrivermi. Ve la faccio leggere:

Ciao Mike,
sono proprio contento x te che sei riuscito
a trovare un lavoro decente e ti auguro anche
che presto possa realizzare il tuo
desiderio di matrimonio.
Io invece sono stato un pò sfortunato
xchè avevo previsto di sposarmi questo mese,
ma purtroppo x una serie di situazioni
rincorro ancora la felicità!
Ti spiego tutto sperando di non essere pedulante,
anche xchè mi hai chiesto tu come me la passo!
Praticamente l'azienda x cui lavoravo da 10 anni
nel marzo 2007 ha chiuso lasciandomi in mobilità senza indennizzo nella speranza di far gola
a qualche altra società(sai che un'azienda che dovesse assumermi non paga i miei contributi allo stato x tre anni ed in più riceve delle risorse dallo stato stesso).
Poi sono stato in provincia di Mantova x
circa un anno(maggio 2007- marzo 2008)sempre nella speranza di riuscire a portare avanti il discorso del matrimonio ed ho lavorato presso un autogrill in autostrada sulla A22.
Purtroppo a dicembre 2007 ho ricevuto una telefonata da mio
padre che mia mamma non si sentiva bene.
Sono sceso giù di corsa ed abbiamo fatto ricoverare mia
madre x una serie di controlli........................
In effetti i risultati sono stati pessimi e sulla mia
vita è crollato un altro macigno!
Praticamente abbiamo scoperto che mia mamma ha il tumore
già all'ultimo stadio e non ci sono possibilità
di un intervento.
Io sono tornato a Mantova a lavorare fino al termine del contratto,poi non ho rinnovato ed ho deciso di tornare
vicino a mia mamma!
Sono contento della scelta che ho fatto xchè la mamma è soltanto una e voglio viverla anche nei momenti di difficoltà!
Di conseguenza xò è crollato il castello che avevo nella mia mente x quanto riguarda il matrimonio xchè qua non ho trovato
ancora lavoro. 
Sto impegnando xò le mie giornate nello studio,xchè
sono deciso a prendere le patenti D e K per la guida
di autobus,filobus.....ecc,ecc.
A fine giugno ho l'esame orale...........
...."IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO"!......AH AH AH AH AH
We,mi raccomando,spero non starai dicendo che palle,
x me anche una mail ad un amico può essere un momento
di sfogo personale!

Matrimonio, famiglia, lavoro, emigrazione al nord... Ma di questo Lucignolo che ne sa? Amico mio stringi forte i denti: le nuvole si diraderanno e la primavera tornerà.

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categoria:televisione, portici
sabato, 14 giugno 2008

Io amo essere un giornalista. E' quello che volevo fare fin da bambino. Non molte persone riescono, da grandi, a diventare quello che volevano essere da piccoli!!! E' un lavoro spesso sacrificato ed i miei colleghi che lavorano nelle redazione lo sanno benissimo, ma riesce a dare grandi soddisfazioni. Oggi ne ho avuto una, con un mio articolo pubblicato sull'edizione nazionale del Mattino, nella prima pagina del dorso napoletano, in una ottima posizione. Ho scritto su una notizia interessante e curiosa, che ho fornito in esclusiva al giornale, e che ho ho raccontato con grande piacere ed amore per questo lavoro. E' una storia bella, una piccola favola dei nostri giorni. Sì, in giorni come questo sono proprio orgoglioso di essere un giornalista e di poter raccontare alla gente non solo omicidi, furti, rapine e palazzi che crollano, ma anche vicende a lieto fineNapolitano con Peppe Ballo.

Michele Ippolito «Caro Giorgio, tu sei bravissimo e preparatissimo: un giorno diventerai presidente della Repubblica. Quando ciò accadrà mi farebbe piacere essere invitato a visitare il Quirinale». Quando Peppe Ballo, il factotum del Pci, poi del Pds, poi dei Ds di San Giorgio a Cremano scrisse queste parole in un messaggio consegnato a Giorgio Napolitano oltre dieci anni fa, mai avrebbe pensato che il suo desiderio si sarebbe tramutato in realtà. Invece ieri Peppe, insieme alla moglie, è stato ricevuto con tutti gli onori dal Presidente. Eppure Ballo non è un capo di Stato e neppure un diplomatico: è un semplice militante di partito che per Napolitano ha sempre nutrito un particolare affetto. Qualche settimana fa è squillato il telefono a casa di Peppe. «Pronto, qui è la segreteria del Quirinale» ha detto una donna dall’altro capo della cornetta. Peppe, uomo semplice, andato in pensione dopo una vita di lavoro nel sindacato, ha pensato a uno scherzo ma la voce femminile ha proseguito: «Il Presidente ha trovato tra le sue carte il suo messaggio e si è ricordato di lei. Si scusa per il ritardo con cui le risponde e vorrebbe invitarla al Quirinale per farle vedere il palazzo e i giardini». E a Peppe Ballo è tornato in mente quel foglietto scritto a penna e consegnato a Napolitano a metà anni Novanta, a margine di uno dei tanti convegni che il partito organizzava a San Giorgio: non ci pensava ormai da moltissimo tempo. «Gli avevo scritto - ricorda adesso - che lui aveva la statura morale e politica nonché le competenze per ricoprire la carica più alta dello Stato». Così ieri mattina alle 11,30 Peppe Ballo e la consorte si sono presentati al Quirinale. E il vecchio militante, commosso, ha incontrato Napolitano. Pochi minuti, tanta emozione. E dopo la premonizione, un invito: «Caro Giorgio, vieni a trovarci, a San Giorgio ci sono tanti amici che ti aspettano».

Infine, una nota simpatica: Ieri pomeriggio ho avuto anche il piacere di ricevere una telefonata dal Quirinale: era la segretaria di Giorgio Napolitano che mi chiedeva di girarle l'articolo "perchè il Presidente avrebbe il piacere di leggerlo prima che esca sul giornale." Cose che non capitano tutti i giorni...

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categoria:giornalismo, il mattino
venerdì, 13 giugno 2008
Sono io!!!Questo è il primo post del mio blog... In genere "chi ben comincia è a metà dell'opera", a me stavolta basta solo cominciare, così, anche per capire meglio come funziona questo mio "sito personale": sono sempre stato convinto del fatto che le cose le impari mano mano che ci lavori su... Di che parlerò su questo blog? Di quello che mi passa per la testa. E talvolta sarò anche un pò cattivo, acido ed incazzoso... Cercherò di lanciare qualche spunto di riflessione su quello che ci accade intorno e su quello di cui mi occupo io personalmente: giornalismo, comunicazione, politica, terzo settore e tanto, tanto, tanto altro. Riuscirò ad essere un blogger "appetibile" per i lettori? Come direbbe Mogol, questo "lo scopriremo solo vivendo".
postato da: micheleippolito alle ore 22:27 | Permalink | commenti
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