venerdì, 29 agosto 2008

La prima notizia: Vittorio Messori, lo scrittore cattolico autore di bestseller venduti in tutto il mondo, l’intervistatore di due Papi, da un anno e mezzo è minacciato di morte. Lettere anonime, telefonate nel cuore della notte, «avvertimenti» sempre più espliciti, i vetri dell’auto mandati in frantumi più volte, con annesso biglietto per rendere chiaro il messaggio. La seconda notizia: dietro queste azioni di stampo mafioso - ne sono convinti gli inquirenti, che lo hanno invitato a non sottovalutare le minacce - non c’è la mano di qualche tardivo discepolo dei demolitori della storicità dei vangeli uscito di senno, che non ha perdonato a Messori le poderose e documentatissime opere apologetiche sul cristianesimo vendute come il pane ad anni di distanza dalla loro pubblicazione. C’è, invece qualche occulto comitato d’affari che non gli perdona di essersi impegnato per la salvaguardia dell’abbazia medievale di Maguzzano e dei terreni circostanti, nel Comune di Lonato. Un piccolo spicchio di verde, l’unico scampato dallo scempio della cementificazione, nel basso Garda.vittorio_messori2

Lo scrittore cattolico, che condivide questa battaglia con altri concittadini, tra i quali il cantautore Roberto Vecchioni, non è mai stato un ambientalista o un ecologista e ha sempre rifuggito il «politicamente corretto». «Ma non posso sopportare - confida al Giornale - vedere prati, boschi e ruscelli trasformati in capannoni o in residenze conigliera per villeggianti che trascorrono qui due settimane all’anno. Come direbbe Talleyrand: è più che un crimine, è un errore. Perché il buon senso vuole che si preservi questo “capitale” proprio per il turismo».

Messori si schermisce, non vorrebbe parlare delle minacce ricevute. «Non voglio fare l’eroe, ci ho riso sopra...», ma alla fine conferma: «Dopo essermi impegnato per far sì che i terreni che circondano l’abbazia e che costituivano l’antico Comune monastico di Maguzzano, non si trasformassero in aree da speculazione edilizia, in questa zona in cui il prezzo delle case è tra i più cari d’Italia, e dopo aver fornito al sovrintendente di Brescia una relazione storica basata sui documenti d’archivio, sono stato preso di mira. Mi sono esposto con interviste e dichiarazioni pubbliche, a nome del comitato che abbiamo formato per difendere Maguzzano. Così - spiega lo scrittore - hanno cominciato a scrivermi... ».

Tra le decine di lettere che inondano quotidianamente la sua cassetta postale, Messori ha ritrovato anche missive anonime, fatte ritagliando i titoli dei giornali. Prima l’invito a farsi i fatti suoi, a non interessarsi dei terreni di Maguzzano. Poi minacce sempre più pesanti, comprese quelle di morte. «Già due volte - aggiunge - hanno spaccato i vetri della mia macchina parcheggiata fuori dall’abbazia e, tanto perché fosse chiaro che non si trattava di una ragazzata né del solito tentativo di furto, mi hanno lasciato un biglietto dentro l’auto».

Per mesi lo scrittore ha taciuto. Poi, quando ha informato il comitato a cui partecipa, la notizia è stata segnalata dal Giornale di Brescia. «La mattina stessa mi ha chiamato il questore, sono venuti qui gli uomini della Digos, mi hanno vivamente consigliato di far denuncia e soprattutto di non prendere sottogamba le minacce. È stata investita della cosa anche la Direzione antimafia». Sì, perché la situazione nel Garda agiscono mafie nostrane e d’importazione. E la trasformazione di terreni agricoli in edificabili ne farebbe schizzare il prezzo alle stelle. Messori prossimamente sotto scorta? «Per carità! Proprio di no. L’unica scorta alla quale sono abituato è quella dell’angelo custode».

 

di Andrea Tornielli

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categoria:religione, giornalismo, criminalità, vittorio messori
mercoledì, 27 agosto 2008
eluana1Pregare e far firmare per difendere la vita di Eluana
 
Cari amici,
nel ringraziarVi per la Vostra continua sottoscrizione dell'appello per la difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro Vi invitiamo ad aderire con convinzione all'iniziativa promossa dalla Diocesi di Roma per domenica 20 luglio, e che consiste nel pregare "perché il Signore illumini le coscienze sul valore intangibile di ogni vita umana, particolar-mente nelle situazioni estreme di sofferenza e di dolore, come il caso di Eluana Englaro."
 
Con quanti vorranno unirsi spiritualmente a noi proponiamo la recita del S. Rosario per domenica sera alle ore 21.
Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 - 10121 Torino TO
domenica, 24 agosto 2008

bimbi_romAppena tornato da Lourdes... Ma su questo mio viaggio (l'undicesimo verso la città mariana in altrettanti anni) mi soffermerò nei prossimi giorni. Ora vorrei raccontarvi una cosa divertente.

Sono impegnato nel servizio d'ordine di una cerimonia del pellegrinaggio dei gitani, quelli che noi chiamiamo volgarmente "zingari". Giacca e cravatta, stile serio e composto, seppure armato di grandi sorrisi. Come sapete, in Italia, quando un bambino piange, gli si dice "smettila altrimenti ti faccio venire a prendere dagli zingari". L'altro giorno, il mio mondo è stato sovvertito. Uscendo dalla grotta dove apparve la Vergine, un rom si gira verso di me e dice in francese alla figlia di pochi anni che piange "smettila, altrimenti ti faccio portar via da questo signore". Sono sicuro che c'è una morale in questa storia. Io ci sto riflettendo. Vediamo se la trovate voi.  

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categoria:barzelletta, immigrazione, razzismo, rom , lourdes, il mondo alla rovescia
venerdì, 15 agosto 2008

Dal blog di Simone C. Tolomelli, http://www.sasakifujika.net/

Due ragazze peruviane, catechiste (dovesse servire per muovere maggiore indignazione ci mettiamo pure questo), ballerine, studentesse universitarie a Roma sono state scambiate per prostitute ed una di loro ha passato la famosa “notte in guardina”. Succede che per aspettare l’altra si fosse seduta sui gradini di una chiesa, si ferma una volante e le dice: “ma che fai? ma ti devi mettere proprio qui? guarda che questa è una chiesa non ti puoi mettere a lavorare qui”; lei resta allibita, alcuni passanti assistono alla scena e consigliano di andare a denunciare la cosa. Entrambe, sono state trattate decisamente male da due agenti di Polizia. Si recano in commissariato e trovano lo stesso agente che le aveva pesantemente insultate, ne prende una per il braccio (quella senza documenti) e la porta al centro immigrazione, la chiude lì e ne uscirà il mattino dopo alle 10.30. Insomma, le danno della mignotta, la trattano di merda in mezzo ad una piazza pubblica che addirittura i passanti le danno manforte, vuole denunciare l’accaduto e la infilano in mezzo alle mignotte (quelle vere), spacciatori e ladri. Adesso noi possiamo trovare un sacco di motivazioni, indubbiamente. Possiamo dire che con quella gonna così corta lo stupro un po’ se lo cercava. Oppure possiamo dire che l’agente di Polizia stava scherzando e che un po’ la cosa fa sorridere. Eppure, vi giuro, nonostante voi pensiate a cose da film hollywoodiano e masse oceaniche in fuga per l’Europa, e cani che ti mordono al solo passare, insomma sebbene pensiate che sia fatto così, ebbene no: il razzismo è molto più semplice. C’hai la faccia da peruviana? Sei una zoccola. In prigione, senza passare dal via. Ora, io vorrei dirvi che Famiglia Cristiana nel suo essere l’unica -unica- voce che parla apertamente di fascimo, in realtà la sta facendo più brutta di quella che è. Io vorrei nel profondo pensare che se non stiamo attenti allora. Io vorrei pure arrivare a dire che questo paese sta “prendendo una brutta piega” e che dobbiamo correre ai ripari perché se no altrimenti. Ma la realtà è che è troppo tardi. E che voi siete al mare e sia io, per quello che vale e vale poco, che Famiglia Cristiana, parliamo al vento.

venerdì, 15 agosto 2008

Oggi si festeggia non il Ferragosto ma una delle ricorrenze più belle dell'anno: l'Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria. Per non tediarvi con il solito scritto, vi propongo questo bellissimo video:

Ed ecco un omaggio in musica a Maria, madre di Dio e madre degli uomini:  

 

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categoria:religione, maria madre di dio, salve regina
mercoledì, 13 agosto 2008

La ginnastica, le uscite in carrozzina. E una valigia pronta

Lecco, una giornata nella stanza di Eluana - Dodici ore con il sondino per nutrirsi, 12 per dissetarsi

 

Eluana in una foto d'archivio
Eluana in una foto d'archivio

 LECCO — Eluana non dorme, ha gli occhi aperti. La tendina rossa che la separa dal corridoio si sposta, papà Beppino entra. Lo fa almeno una volta al giorno. Un bacetto. Il solito saluto, quello degli ultimi 16 anni. Che non cambia la realtà. «Bacio la figlia che ricordo, quella che si vede nelle foto». Casa di cura Lecco. Secondo piano, a destra, poi subito a sinistra. Suor Rosangela aggiusta il copriletto, glielo tira fin sopra la vita. Tapparelle abbassate, penombra. Fa caldo nella stanza, un corridoio, bagnetto, poi lo spazio per il letto, un comodino, sopra un bicchiere con qualche fiore rosso. Due orsacchiotti bianchi sulla testiera, ricordo di cugini gemelli. Foto e poster sulle pareti azzurre: mare e cavalli di un passato lontano, passioni e affetti in decine di immagini sotto vetro, che forse non guarda più nessuno.

Eluana spiritosa in hula hop; sorridente al timone di una barca; tenera con le scarpe del padre; bellissima in una recita scolastica. Infanzia felice, adolescenza impetuosa. La maturità, invece, è tutta lì, quello che si vede su un letto d’ospedale. Trentasette anni, la pelle da bambina. Eluana è dimagrita. Le braccia lungo il corpo, rilassate in un pigiama bianco, leggero; il volto è adagiato sulla guancia sinistra; dal naso spunta il sondino che la nutre, quello che, se la Cassazione rigetterà il ricorso della Procura generale, cesserà di funzionare. L’ultimo appiglio a una vita apparente, «che lei non avrebbe mai scelto». Lo ripete papà Englaro, con un ritornello che suona ormai come un disco rotto: «Era un purosangue della libertà, a dieci anni mi disse "che cosa c’entri tu con la mia vita?"». Sono le 16. Eluana sta mangiando. Il «cibo» scorre da una sacca su una piantana alla destra del letto, attraversa il sondino, le riempie lo stomaco. Un pranzo che dura 12 ore: tanto ci vuole per sfamarla.

E quando smette, alle 5 del mattino, arriva l’acqua. Stessa operazione, per altre 12 ore. Giornata intensa per suor Rosangela. Ora c’è da staccare il sondino «per mobilizzarla», un po’ di stretching a gambe e braccia, poi qualche colpo di mano a torace e schiena, per liberarle i bronchi; infine le gira il corpo, di fianco, prima a destra, dopo a sinistra. E ancora il sondino. In attesa della notte, dell’alba, del risveglio. Domani come sempre. Con i ritmi del convento. Alle 5 le pulizie quotidiane, alle 8 la ginnastica, alle 9 in pantaloncini e polo per la passeggiata in carrozzina. In giardino, tra i fiori. Ma non nelle ultime settimane, con le telecamere puntate dappertutto. Allora meglio un giro in corridoio, la sosta nello studio medico, mentre si fa cambiare l’aria alla cameretta. La routine di Eluana. Tra le visite di papà Beppino, e i battibecchi con Rosangela, la suora misericordina che l’accudisce. Un duello, ad armi pari. Ma dopo 14 anni insieme al secondo piano, forse, qualcosa è cambiato. «Nonostante tutto, Englaro non è un mostro. Ma dico che non si può far morire così una persona: è disumano. Io dico di aspettare, Eluana non vivrà altri 14 anni».

Quel decreto, l’ha letto bene. Non condivide la decisione, ma il resto non lo mette in dubbio: «C’è scritto quello che vedo ogni giorno: in 14 anni lei non è mai cambiata. Non ho mai incrociato il suo sguardo, non mi ha mai guardata». Il 9 luglio, giorno della sentenza, ha preso un treno ed è corsa in clinica. «Credevo che sarebbe andata via subito, così le ho preparato le valigie». I suoi oggetti personali: pigiami e camicie da notte, magliette e pantaloni per la ginnastica, tute e pile quando fa freddo. Anche una felpa rosa che le dona tanto. «Troppi vestiti. Lo dico sempre a sua madre di non comprare altro». La valigia è pronta. Il conto alla rovescia è già scattato. Anche se all’hospice fiorentino sembra essere tutto congelato, qui a Lecco l’ansia è forte. Ma c’è anche la speranza che il decreto venga sospeso: «Se dovesse andare altrimenti, comunque non faremo le barricate. Sapevamo fin dall’inizio che Eluana non sarebbe rimasta qui. Lei non appartiene a noi, ma a suoi genitori». «Non appartiene a nessuno» l’ha corretta una volta Englaro. Discussioni tra le mura dell’istituto, fuori il clamore. Che a volte arriva anche al secondo piano. Fino a pochi giorni fa, c’era ancora chi veniva a depositare bottigliette d’acqua davanti all’ingresso con manifesti contro l’eutanasia: poi suor Rosangela si è svegliata di notte e li ha strappati, la mattina ha cacciato quelli che li distribuivano: «Mi sono sentita dire che sono la suora dell’eutanasia, io ho risposto: «Ma non vi vergognate voi a manifestare qui?"». La tendina rossa si chiude. Ora Eluana deve dormire.

Grazia Maria Mottola
13 agosto 2008

lunedì, 11 agosto 2008

pistole_fumantiStasera, non avendo altro di meglio da fare nella canicola estiva, me ne sono andato a Ponticelli a fare un giro tra le bancarelle sistemate in occasione della festa della Madonna della Neve.

Con mia grande sorpresa ho subito notato una grande quantità di bambini e ragazzini intenti a "spararsi" con pistole giocattolo. Camminando per corso Ponticelli ho poi notato due bancarelle che vendevano pistole giocattolo ai prezzi ridicoli di tre e cinque euro. Diversi papò stavano scegliendo le pistole più belle da regalare ai figli. Qualche bambino imparava ad infilare il caricatore nella pistola e si metteva in posizione per sparare. Uno poteva avere sei o sette anni, ma si posizionava proprio come un killer professionista... Inutile dire che sono rimasto esterrefatto anche perchè la polizia municipale si trovava a qualche decina di metri (e a non più di mezzo metro da un africano che vendeva cd contraffatti in piena tranquillità...)

Ponticelli è, notoriamente, uno dei quartieri con il maggior tasso criminale della città di Napoli. Però hai voglia di parlare di legalità e di rivoluzione delle coscienze finchè avremo padri scellerati che comprano pistole giocattolo ai figli, venditori ancora più scellerati che le vendono, deplorevoli vigili urbani che non intervengono nemmeno a ricoprirli d'oro.

Qualche anno fa un deputato propose il divieto di vendita di pistole giocattolo. La proposta non è mai avanzata in Parlamento. Non sarebbe stato la soluzione a tutti i mali, ma almeno un inizio. Chissà, magari qualche esponente delle Camere potrebbe riprendere l'idea. Magari a settembre ne parlo ad Andrea Sarubbi...

mercoledì, 06 agosto 2008

Sono io!!!Questo blog in media ha 30-40 visitatori al giorno, che da metà luglio, causa ferie, sono scesi ad una ventina. Tra ieri e la mattina di oggi ce ne sono stati circa cento. Suppongo che molti siano stati inviati a leggere quello che scrivo da qualcuno che voleva alzare un polverone sui miei ragionamenti fatti sul litigio tra un consigliere comunale ed Enzo. (a proposito: oggi ho ricevuto una bella telefonata dal Sindaco di Portici). Spero che ritornino per discutere con me dei casi della piccola Sara di Sant'Anastasia o di Eluana Englaro, che il padre vorrebbe uccidere. Purtroppo credo che non accadrà. E questo è assai, assai triste.

martedì, 05 agosto 2008

Oggi è stata una bellissima giornata. Una giornata di lavoro ma non solo. Mi sono ammazzato di fatica, è vero, in un ufficio bello vuoto, ma ho avuto delle grandi soddisfazioni.

 

L’assessore ed il dirigente alle politiche sociali del Comune di San Giorgio a Cremano hanno chiesto al Sindaco Giorgiano che io potessi dare una mano per organizzare le attività estive per minori a rischio ed anziani in città. In pratica ci sto lavorando da quasi un mese ed oggi abbiamo visto i primi frutti.

 

Cinquanta bambini e ragazzi sono partiti alla volta del Magic World di Licola. Per loro acqua, tuffi e divertimento. Appartengono a famiglie economicamente disagiate e socialmente difficili. Sarebbero rimasti a casa, forse non avrebbero fatto un bagno per tutta l’estate. Il Comune ha dato loro questa opportunità, divertirsi, stare con gli altri e non sborsare neppure un centesimo. Splendido. “Che bello, da tanti anni non si organizzavano campi per minori” mi ha detto una madre, piena di gratitudine. Una gratitudine rivolta a me, ma che è destinata tutta al sindaco e all’assessore Luciana Cautela. magic world_1

 

E’ stato pubblicato oggi l’avviso pubblico che offre ad altri 150 bambini la possibilità di partecipare gratuitamente ai campi estivi in villa Bruno intitolati “Bambinincittà” già da lunedì prossimo e ad andare al Magic World l’ultima settimana di agosto. Ho predisposto una campagna di comunicazione alla grande (ogni altra informazione su www.e-cremano.it) e spero che arrivino tante richieste.

 

Infine gli anziani: nei prossimi giorni, grazie ai Fatebenefratelli, distribuiremo 420 biglietti per alcuni spettacoli a fine agosto. Inoltre stiamo lottando contro il tempo per varare un cartellone aggiuntivo, con poca spesa, a cavallo della festa dell’Assunta. Speriamo di riuscirci!

 

Insomma, sono tornato ad immergermi nelle politiche sociali, che è il mio habitat naturale. Giornate piene, intense. Non solo qualche ora da dedicare ai più bisognosi dopo aver scritto un comunicato o aver realizzato la rassegna stampa. Alla fine non c’è soddisfazione più grande di mettersi al servizio di chi è più debole. Come diceva santa Bernadette Soubirous “aiutare gli altri è un privilegio così grande che non merita nessun’altra ricompensa”.

 

Eppure oggi c’è chi ha tentato di rovinarmi la giornata. Non c’è riuscito, povero lui. Messaggi anonimi sul blog, telefonate, minacce, urla. Che è successo? A tutti i costi qualcuno, non ho capito chi, ha cercato di estrapolare dal contesto alcuni miei pensieri pubblicati su questo blog per mettermi in cattiva luce con Enzo Cuomo. Già, parliamo della vicenda Cuomo-Farroni. Qualcuno è stato più garbato, come il segretario cittadino del PD Giovanni Iacone, che mi ha chiamato per spiegarmi il suo punto di vista sulla vicenda. E’ stato civile e pacato come al suo solito ed anche se mi  è dispiace che si ricordi il mio numero cellulare solo per “cazziarmi” ho compreso pienamente il suo punto di vista e l’ho accolto. Altri invece, si sono divertiti a minacciarmi dicendo “che avrebbero informato della vicenda il Sindaco Giorgiano” (che niente c’entra, ma su qualcosa pure si dovevano appigliare…cosa c'entri poi il mio incarico professionale con il Comune di San Giorgio con le mie opinioni personali non l'ho ancora finito: forse hanno cancellato dalla Costituzione la libertà di espressione?). A chi mi ha offeso sul blog (poveretti, come li compatisco…) posso annunciare che domani pomeriggio saranno denunciati alla polizia postale, così imparano l’educazione.  

 

cuomo--140x180Ad Enzo Cuomo, a cui hanno fatto leggere solo quello che era più comodo, posso ribadire solamente quello che ho già scritto: cioè che di quanto accaduto tra lui e Farroni chi ha letto i giornali ha capito solo che c’è stato un litigio, ma nessuno ha capito perché. En passant si è capito che c’entrano i parcheggi: chi ha letto i giornali non ha capito perché. Mi sono stupito della sua veemente reazione contro Fernando così come mi sono stupito del comportamento di Fernando. Ho auspicato che venisse reso noto cosa c’era VERAMENTE dietro il litigio ed oggi sono riuscito a saperlo (e c’era bisogno di fare tutto questo casino??? Non bastava dire ai giornali che il Sindaco Cuomo si è molto offeso - a ragione- per delle becere illazioni personali sul suo conto???). Mi è dispiaciuto vedere nel PD porticese un livello così altro di conflittualità Altro non ho scritto e non ho detto.

 

Al di là di alcune divergenze, provo un grande affetto per Enzo Cuomo, che ho contributo a far eleggere nel 2004. Ad Enzo ho offerto più volte la mia collaborazione, da persona vicina al PD quale sono (e non l’ho mai negato). L’ultima volta gliel’ho ribadito durante un viaggio da Roma a Portici fatto insieme un paio di mesi fa. Credo che stia combattendo delle buone battaglie nell’interesse della città. Sta portando a Portici un fiume di finanziamenti sovraordinati. Senza dubbio molte delle sue politiche incideranno nella vita dei porticeli nei prossimi anni. Non tutto è eccellente, ma nell’amministrare una città complessa come Portici ci può stare.

 

Enzo non ha bisogno di servi sciocchi che per fare vedere quanto sono bravi a difenderlo lo facciano arrabbiare strumentalizzando quanto scritto su un blog letto, sì e no, da una trentina di visitatori al giorno. Mi dicono che oggi i miei post sono stati argomento di discussione al Comune di via Campitelli. Quanta tristezza, vuol dire che il livello di certe discussioni è proprio basso!

 

Eppure, se è necessario un gesto di buona volontà (me l’ha chiesto qualche amico ed io per gli amici faccio ogni cosa), allora quel famoso post lo cancello, comprese le minacce anonime ed offensive nei miei confronti (la denuncia farà comunque il suo seguito)… sicuro che queste al sindaco Cuomo nessuno le ha fatte leggere J    

martedì, 05 agosto 2008

Cari visitatori del mio blog, ci sono cose che non è giusto restino nell’oscurità e che devono essere portate alla luce… Così, dopo quindici giorni un utente anonimo decide di intervenire sulla vicenda Cuomo-Farroni (nonostante qualche castroneria e minacce simil-mafiose) e se lui vuole tornare sulla vicenda, chi sono io per impedirglielo? Ma vediamo cosa mi scrive…

 

Caro Michele....
Alcune considerazioni.
1) Come fa a parlare di stile chi in home page si definisce capo Ufficio Stampa di un Comune e poi insulta il sindaco di un'altra città e l'intera classe dirigente? Ti hanno chiesto di candidarti e tu lo spiattelli sul web e rispondi con il turploquio? e lo stile dov'è? A proposito, è questa la posizione ufficiale del Comune di San Giorgio, che tu rappresenti, sul livello di stile del Comune di Portici?
2) Gli atti dei parcheggi sono pubblici come tutti gli altri... se poi hai qualcosa da denunciare, fallo nelle sedi competenti...
3) Il sindaco Cuomo non è mai stato vicino a Montemarano, anche perchè non ha mai voluto fare il primario...
4) Portici e San Giorgio sono città che dovrebbero camminare insieme, ma i tuoi commenti, in qualità di autorevole esponente del Comune, rischiano seriamente di compromettere i rapporti: sii cauto!

 

Partiamo dall’inizio: nessuno si permetta di chiamarmi “caro” se non firma con il proprio nome. E’ questione di serietà e di buona educazione. Grazie.

 

Insisto: i miei amici Enzo Cuomo (a cui ho fatto una campagna elettorale e che conosco da quando ero rappresentante d’Istituto al liceo Quinto Orazio Flacco) e Fernando Farroni (mio compagno di scuola allo stesso liceo!) non ci hanno fatto bella figura. Fernando ha sbagliato a prendere a calci la porta del Sindaco (si chiamasse Enzo Cuomo o Gennaro Esposito), Enzo ha sbagliato a sfruttare questa occasione per un attacco di carattere personale basato sul fatto che Fernando ha un lavoro ottimamente retribuito e di prestigio in Regione. 

 

Gli atti dei parcheggi: non parlo di cose che non conosco. Non l'ho fatto prima, non lo farò adesso Qualcuno ha la coda di paglia? Fernando Farroni ha presentato una interrogazione su quel tema. Visto le voci che circolano in città sarei curioso anche io, da cittadino e dirigente del terzo settore locale (e quindi soggetto politico del mio territorio), di saperne di più visto che i giornali hanno lasciato cadere la questione. Amico anonimo, visto che sembra che tu sappia molto, illumini noi poveri mortali?

 

Meno male che Cuomo non ha mai voluto fare il primario!!! Visto che non è un medico ma un funzionario amministrativo sarebbe stata una cosa molto, molto grave… J

Ma poi, anonimo, tu chi sei? Il difensore di Enzo Cuomo? Il cavaliere mascherato che difende gli oppressi? Enzo è un politico di razza, uno dei migliori che abbia mai incontrato. Credimi, non ha bisogno di aiutini così pasticciati ed imbarazzati… Soprattutto perchè difendi Enzo Cuomo se il sottoscritto si è limitato a fare considerazioni di carattere generale e non lo ha attaccato? E poi perchè avrei dovuto attaccare il mio sindaco, appartenente al mio partito, a pochi mesi dal voto per delle comunali che ci devono vedere uniti? Mistero...

 

Ringrazio per la qualifica di “autorevole esponente del Comune di San Giorgio” ma, come qualsiasi persona che abbia un rudimento di diritto sa perfettamente, la rappresentanza è in capo esclusivamente alla parte politica. Io sono solo un semplice cittadino che vuole esprimere la propri opinione, ed un giornalista a cui piace che si faccia chiarezza sui temi che interessano alla gente. E non accetto che qualcuno mi metta un bavaglio. Soprattutto uno che non ha nemmeno le palle di firmarsi.   

P.s. Non mi riconosco nella politica della rissa. Con un PD con un così basso livello di democrazia e un clima così burrascoso confermo che non mi candiderò alle comunali, nonostante le pressanti richieste di tanti amici, che non finirò mai di ringraziare per la fiducia costantemente accordatami.

lunedì, 04 agosto 2008

Nella calura estiva di questi torridi giorni d’estate una notizia è rimbalzata su tutti i giornali ed ha particolarmente colpito la mia attenzione per come anche i colleghi della stampa hanno deciso di schierarsi, dando enorme risalto alla vicenda. Ecco qui di che parliamo:

 

(ANSA) - NAPOLI, 1 AGO - Partirà alle 20 la fiaccolata di solidarietà a Sant'Anastasia (Napoli) a favore della famiglia Miranda, per la vicenda di Sara. Sara e' la bimba marocchina affidata dalla madre alla famiglia napoletana per sette anni e ora in una casa famiglia. Tutto il paese si e' mobilitato a favore della famiglia Miranda che lotta per riavere la piccola che ora la madre naturale reclama. 'Per noi - spiegano i Miranda - e' importante sentire la vicinanza e la solidarietà del paese'.

corteo

 

Ricapitoliamo. Una bambina marocchina viene data in AFFIDAMENTO ad una famiglia italiana. Un tacito affidamento, senza carte scritte. La madre biologica, che probabilmente oggi ha migliorato la sua condizione psicologica, sociale ed economica, chiede che la bambina torni a stare con lei. La famiglia Miranda che fa? Decide che la bambina è ormai è loro, che in sette anni l’hanno “usucapita” e che è come se fosse loro figlia. Chi è questa donna che si permette ora di chiamarsi madre e che vuole portarla via? Così i Miranda chiedono il sostegno di Sant’Anastasia. E Sant’Anastasia scende in piazza per una fiaccolata. Duemila persone, forse di più. I compagni di classe di Sara. Le maestre. I consiglieri comunali. Tutti d’accordo, nessuna voce contraria: Sara deve rimanere a Sant’Anastasia.

 

Mi chiedo: che sarebbe successo se fosse stata una madre di Sant’Anastasia ad aver lasciato sua figlia in mano ad una famiglia marocchina sette anni fa. Ora non solo avremmo le piazze piene di gente che si chiederebbe come osa una famiglia di extracomunitari pretendere di tenere con sé una bambina italiana (con una chiara vena razzista) ma i fiumi di inchiostro si spenderebbero a favore della madre. In questa storia, cioè, non conta ciò che è giusto o che è sbagliato. Conta solo dove vive e chi è la persona che esige un diritto.

 

Un diritto assolutamente campato in aria. Perché la famiglia Miranda non ha adottato Sara. Ne è solo l’affidataria e pure senza alcuna carta scritta. Ha cioè accettato di tenere Sara con sé finchè i problemi della sua famiglia di origine non fossero stati risolti, cosa che è effettivamente avvenuta. I Mirando oggi esprimono una volontà che è del tutto umana e comprensibile, ma giuridicamente immeritevole di qualsiasi tutela. Mi viene in mente il caso di quella famiglia italiana che rapì (chiamiamo le cose con il proprio nome) una bambina bielorussa che era stata da loro a passare le vacanze estive. Anche allora i media italiani si schierarono dalla parte di chi diritti non ne aveva manco in lontananza.

 

C’è un’altra riflessione da fare: chi prende un bambino in affidamento sa da subito che il bambino non è “suo”. Che potrà essergli tolto in qualsiasi momento. Che è chiamato a dare amore senza poter chiedere nulla in cambio. Viene spiegato subito, si fanno dei corsi ad hoc, gli assistenti sociali ed i magistrati tutelari sono chiamati a farlo ben presente alle famiglie. Il fatto che qualcuno, con il passare degli anni, se lo sia scordi, è veramente odioso.


Sara al momento vive in una casa famiglia. Mi auguro che presto possa riabbracciare quella madre naturale che, lo dimostrano le vicende di questi giorni, l’ha sempre amata senza poterla tenere affianco. E che con lei possa iniziare una nuova vita.  

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sabato, 02 agosto 2008

Il campo estivo Bambinincittà in villa Bruno a San Giorgio a Cremano per tutto il mese di agosto
Propongo a tutti i lettori del mio blog il campo estivo BambinInCittà promosso dalla Città di San Giorgio a Cremano e dalla cooperativa sociale ONLUS Archeosannio. Il campo si terrà presso nel parco della settecentesca Villa Bruno ed i bambini sangiorgesi in condizioni di disagio economico vi potranno partecipare gratuitamente previa iscrizione. I recapiti per chi fosse interessato sono inclusi nel volantino.