sabato, 22 novembre 2008
15.11.2008
Ordine e illegalità
di Vittorio Gennari

Radicali: l'esame di Stato non si può fare, se prima non s'è fatto il praticantato

Rita Bernardini (PD): "L’Ordine dei giornalisti deve essere commissariato"

La deputata PD Rita Bernardini ha presentato un'interrogazione parlamentare sottoscritta anche dagli altri cinque parlamentari radicali del gruppo del Pd alla Camera, chiedendo al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di chiarire quella che appare una vera e propria violazione della legge 69 del 1963.

A infrangere le norme, secondo i parlamentari radicali, è proprio l’organismo che ne dovrebbe curare l’osservanza da parte di tutti, vale a dire l’Ordine dei giornalisti, per il quale la Bernardini chiede il commissariamento per giungere alla revoca delle convenzioni con ben 21 istituti di formazione al giornalismo.

“A parere degli interroganti – si legge nell’interrogazione depositata lunedì scorso - è evidente che l'Ordine dei giornalisti sta tentando di affermare surrettiziamente una modalità d'accesso alla professione non conforme alla legge, modalità peraltro simile solo a quelle partorite dalle dittature della Repubblica democratica tedesca e della Spagna di Franco; è evidente che l'Ordine dei giornalisti, ad avviso degli interroganti, si è reso in sostanza responsabile di una grave violazione di legge”.

Ciò premesso, gli interroganti chiedono al Ministro della Giustizia

se “sia a conoscenza del fatto che sono ammessi all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione giornalistica soggetti privi del requisito previsto dall'articolo 34 della legge stessa, vale a dire l'aver svolto un periodo di 18 mesi di praticantato in una redazione giornalistica autentica;

quali provvedimenti intenda adottare il Ministro per ripristinare il rispetto di una legge approvata dal Parlamento repubblicano e violata dall'ordine dei giornalisti; se non intenda commissariare i consigli dell'Ordine responsabili di quanto segnalato in premessa;

se il Ministro non ritenga opportuno porre in atto gli interventi necessari affinché siano revocate tutte le convenzioni stipulate tra Ordine dei giornalisti e istituti di formazione al giornalismo e università che autorizzano l'ammissione all'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione giornalistica a chi è privo dei requisiti previsti dall'articolo 34 della legge n. 69 del 1963, ovvero gli allievi dei corsi di giornalismo riconosciuti”.

(da Affaritaliani.it)

postato da: micheleippolito alle ore 18:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, giornalismo, radicali, parlamento, partito democratico, ordine dei giornalisti
domenica, 21 settembre 2008

ilmattino-bigNon ho mai avuto la velleità di diventare un redattore del Mattino, mi basta la mia collaborazione da pochi pezzi al mese per farmi felice (veramente felice, era il sogno che avevo da bambino!) però ci sono colleghi bravissimi che da anni sono precari al giornale. Quando dico "precari da anni" intendo riferirmi a periodi superiori ai dieci anni con guadagni che si aggirano sui 3-400 euro netti al mese. Eppure, nonostante tutto questo, quando si libera un posto in redazione a nessuno viene in mente di darlo ad uno di loro. E' una ingiustizia profonda che fa venire anche meno la voglia di lavorare e fa perdere risorse importanti ad un giornale che ha bisogno di persone che hanno fatto gavetta e che hanno dimostrato di conoscere i trucchi del mestiere.

Su www.ilbarbieredellasera.it è stato pubblicato un bel post che racconta in maniera sarcastica quanto poco considerati siano i precari del Mattino. Buona lettura.

17.09.2008
Il Mattino. Non c'è trippa per precari
di Pseudoparagiornalista

Il buongiorno si vede dal Cdr

Nella redazione de Il Mattino il Cdr comincia a fare sul serio. Nella redazione di via Chiatamone siedono i precursori di ieri e i paladini di oggi, delle nuove norme poste a tutela dei "precari", in particolare freelance e collaboratori, che la FNSI vorrebbe far inserire nel nuovo CCNL. Tanto che alla FNSI hanno già deciso: in tutte le strategie future si prenderà ad esempio l'impegno de Il Mattino.

Le ragioni? Nei fatti. Lo scorso anno emerse in via Chiatamone la necessità di rimpinguare la redazione economica centrale con una nuova assunzione. Il Cdr prima ancora che affiorasse una qualche ipotesi, alzò delle barricate che bloccarono la circolazione stradale nel capoluogo e fino a Frattamaggiore. "I precari sono un patrimonio del giornale. E' giusto - tuonò il Cdr - e lo rivendichiamo con forza, che nelle assunzioni il direttore Mario Orfeo verifichi preliminarmente che non vi siano, tra i precari, colleghi in grado di ricoprire le carenze di organico. Su questo siamo irremovilibi".

Orfeo rimase impressionato dalla durissima presa di posizione. Ci pensò su e per non scontentare la redazione, avviò subito questa verifica preliminare ovviamente autocondotta, autogestita ed autocoordinata, con la diretta autosupervisione del direttore Orfeo. Conclusione: in tutto il parco di collaboratori e precari de Il Mattino, in tutte e cinque le province della Campania, nessuno capisce un tubo di economia. Percorso obbligato per il direttore in lacrime: l'assunzione fu fatta all'esterno. Al Cdr non rimase che allargare le braccia e rimuovere le barricate in via Chiatamone.

Manco il tempo per l'amministrazione di sbrigare i vari adempimenti legati all'assunzione, e per il collega economista di prender posto sulla sua nuova poltrona, che ecco aprirsi un nuovo buco in politica.

Orfeo, che evidentemente non riesce a tenere gli occhi ancorati tra quanti già lavorano per Il Mattino, già pensava in quale redazione attingere. Ma ecco che il Cdr stringeva accordi con i protestanti della monnezza e fermava la circolazione autostradale, aerea e ferroviaria a Napoli e in provincia. "No! - tuonò il rappresentante dei collaboratori nel Cdr - stavolta non si passa! L'assunzione tocca ad un precario. E se no che c...o di tutela blateriamo per i precari? Va a finire che non ci crederà neppure la Fnsi".

Nuovo tavolo di confronto e nuova intesa: una apposita commissione avrebbe preliminarmente verificato la sussistenza dei requisiti in capo a qualche collaboratore esterno. A far parte della commissione vengono nominati Mario Orfeo, Orfeo Mario e il direttore responsabile de "Il Mattino" nel ruolo di garante e supervisore.

La verifica anche in questo caso fu quanto mai flash: no, tra i collaboratori di Napoli, Benevento, Caserta, Salerno, Avellino, nessuno capisce un'acca di politica. Ineluttabile anche in questo caso il ricorso all'esterno. I rappresentanti del Cdr, in lacrime, hanno dovuto abbandonare ancora una volta il presidio.

Le lacrime non erano ancora asciutte quando dalla cronaca di Napoli fecero presente che urgeva un redattore in pianta stabile. "Stavolta assumo all'esterno", pensò Orfeo. Non importa se a Repubblica, al Gazzettino parrocchiale o al Corriere degli ammogliati. A costo di arrivare a Milano. L'importante è che l'assunzione sia dall'esterno.

"Niet - tuonò nuovamente il Cdr - uno corno! di qui non si passa. Stavolta è cronaca, l'abc di tanti collaboratori. Prima la verifica interna. Se no sti ragazzi come li motiviamo? E poi, via, c'è anche un discorso di correttezza, di trasparenza". "C'avete rotto con 'ste verifiche" pensò tra se e se Mario Orfeo.

Che anche stavolta però dovette attenersi ai desiderata del Cdr. "Nomino una commissione formata da me, da Mario Orfeo e dal direttore de Il Mattino", disse "che dovrà relazionare non oltre i sette giorni". Ne passò uno soltanto e la relazione fu di appena un rigo: nessuno tra i collaboratori de Il Mattino capisce un cavolo di cronaca. Ovviamente anche quest'assunzione fu fatta, non senza delusione e sofferenza, esternamente. 

Tanti collaboratori e freelance "ignoranti" de Il Mattino sono ovviamente passati ad altre testate, dove cureranno l'oroscopo, le previsioni del tempo e, i più preparati, il block notes degli appuntamenti. Maggiori aspirazioni non ne possono avere giacché per ben tre volte una qualificata commissione super partes ha accertato e certificato l'ignoranza assoluta in materia di cronaca, di economia e di politica (ma di che cavolo hanno scritto fino ad oggi? Bho!).

Ma nel panico, con loro, c'è anche il Cdr, che allorquando si parlerà di tutela dei precari nel rinnovo del CCNL, non avrà un solo interlocutore su cui far valere il proprio impegno e le proprie ragioni.

Meglio guardare ai contrattualizzati,  ha suggerito qualcuno. Del resto, come sindacato, non abbiamo mai saputo fare altro.

giovedì, 11 settembre 2008

Oggi propongo ai lettori del mio blog un'altra battaglia per cui vale la pena combattere, una di quelle che forse San Paolo avrebbe definite "buone battaglie". Invito tutti i miei colleghi giornalisti (ma non solo) ad aderire.

Una firma per Meris

Un gesto di umanità: “Datele la tessera di giornalista professionista”
Noi sottoscritti - giornalisti professionisti iscritti all’ordine e semplici cittadini - chiediamo all'Ordine Nazionale dei Giornalisti di rilasciare la tessera di giornalista professionista a Meris Andreani, giornalista della Repubblica di San Marino. Si tratterebbe di un atto di grande umanità nei confronti di una ragazza colpita da una grave malattia che lotta da anni per la vita. Sarebbe un gesto che potrà aiutare Melis a superare questo momento di crisi; un gesto di rispetto verso la dignità di una persona che lavora da anni come giornalista in uno Stato, dove non esiste un ordine dei giornalisti. Meris ha sempre desiderato la tessera di giornalista professionista. Purtroppo la malattia l'ha costretta più volte a rinunciare agli esami.

Lei mi ha scritto (settembre 2006): “Sono praticante dal 1999: alla faccia dei 18 mesi! Lavoro alla tivù di stato della Repubblica di San Marino, ma coincidendo gli esami con i cicli di radioterapia, non sono mai riuscita a sostenerli. Questa sessione [fine ottobre 2006] ci provo. Non ho alcuna speranza. Sarò sotto preparazione per la terapia. Sarò in assenza di metabolismo cerebrale, quindi rallentata nei movimenti... in tutto. Sono tentata di lasciar perdere tutto, nonostante i soldi spesi. Ma questa è la volta che sto meglio (pensa un po'!!) a confronto delle altre! Seguirò qualcuno dei tuoi consigli, ma sarà dura”.

Meris ci è andata nell’ottobre del 2006 a Roma, nonostante avesse chiesto di sostenere l’esame ad Ancona (lei è iscritta all’Odg delle Marche). Meris ci è andata sulla sedia a rotella. Meris è stata bocciata. Meris avrebbe ancora la possibilità di sostenere l’esame, ma la malattia glielo impedisce.

Una firma

Aiutarci in questa “impresa” è molto semplice. Mandate una mail all’Ordine Nazionale dei Giornalisti (odg@odg.it) oppure lasciate il vostro messaggio sul forum di www.micheleaglio.it.

Per info
Michele Aglio
info@micheleaglio.it

Giovanna Sisti
info@marchenews.it

postato da: micheleippolito alle ore 22:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:lavoro, giornalismo, ordine dei giornalisti, il barbiere della sera